MENTEPORTO      
  PROGETTO
   
 

 l’informazione è un diritto fondamentale dell’uomo è la pietra di paragone di tutte le libertà

Risoluzione n° 59 dell’Assemblea generale dell’ONU, 14 dicembre 1946

 

 

 

è il nome dato al progetto. Un «porto informatico» luogo fisico dove poter ricercare, assemblare, rielaborare e reinserire dati e informazioni da e per e prescindendo la rete, ma anche stare insieme in uno spazio fisico e partecipare emotivamente agli accadimenti. Chiamarla meramente “mediateca” sarebbe riduttivo. Pensato su due ideali vie di comunicazione, una del passato e una del presente,che intersecandosi ritagliano lo spazio sul quale si snodano gli edifici del nostro intervento. La risistemazione della piazza del mercato e della stazione con l’inserimento di un corpo centrale con funzione di cinema teatro e alcuni edifici sotto la metropolitana stessa si articolano tra gli spazi di risulta fino al corpo funzionalmente centrale del progetto:  il  «porto informatico» . La rotazione «ideale» della via d’acqua verso la metropolitana dà le linee di costruzione dei percorsi e spesso anche degli edifici stessi del progetto .La stazione è ruotata per dare un fronte alla strada che la sottopassa e per lasciare libero passaggio ed è pensata come una sorta di tunnel «tubo» sospeso su un corpo trasparente, le cui sole scale di accesso fanno da testata e punto obliquo di appoggio a terra. La piazza del mercato prospiciente la stazione e il teatro seguono a raggiera  la rotazione intorno al fulcro e una serie di setti coperti da un nastro ordinano il parcheggio. L’idea generale del progetto è che possa esistere una sorta di sovrastruttura gestionale e informatica per cui i vari edifici abbiano una gestione comune, che informazione e costruzione dell’informazione coincidano e che qualsiasi potenziale fruitore sia anche un possibile propositore. Nell’elaborazione grafica i disegni non sono mai un semplice «supporto» ma, spesso «linguaggio», addirittura «racconto». Tanto quanto lo sono gli accostamenti di funzioni. L’animazione tridimensionale ci ha consentito poi, di verificare le «sensazioni» di questo discorso progettuale in un ambiente virtuale, dove materiali, luci, colori semplicemente immaginati si sono rivelati corrispondenti al disegno o, se vogliamo, il disegno e l’equilibrio delle forme non sono mutate nella realtà seppur virtuale.

M    E    N    T    E    P    O    R    T    O
 
 

 

MENTEPORTO   
  PROJECT
   
 

Information is a fundamental human right and all the liberties comparison touchstone

Resolution n° 59 of the ONU General Assembly, December 14, 1946

 

 

 

MENTEPORTO is the name given to the project. An <<informative pole>> a physical place where searching, assembling, processing and inserting data and information to and from it’s possible and also where to gather together and emotionally to take part to the events. The name “mediateca” would be reductive. It has been conceived on two ideal communication ways, one belonging to the past and one to the present, and their intersection cuts out the space where the buildings of our plan raise. The rearrangement of the market square and of the station, with the adding of a central block functioning as a cinema theatre and some buildings underneath the subway articulate through the residual spaces up to the plan functionally central block: the  « informative pole» . The <<ideal>> rotation of the water street towards the subway generates the construction lines of the courses and often of the plan buildings itself. The rotation of the station gives a front to the street underneath and lets the course free. It has been conceived as a sort of tunnel <<pipe>>, suspended on a transparent body, and its entrance stares function as heading and as an oblique ground support.  The market square looking over the station and the theatre follow in an halo of rays the rotation around the fulcrum and a septa series covered by a concrete band give an order to the parking lot. The main idea of the plan is the existence of a sort of managing and informative superstructure that enables all the single buildings to have a management in common. A place where the information and the information construction coincide and where any potential user could be a possible proposer. Talking about graphic elaboration the drawings are never intended to be a simple <<support>> but, often <<a language>>, even a <<narration>>; as much as happens to the different projecting faces. Three-dimensional animation then enabled us to verify the projectual speech sensations in a virtual environment, where materials, lights, colours simply imagined, revealed correspondent to the drawing. Or if we like, the drawing and the shapes harmony are not altered in reality even though virtual.  

M    E    N    T    E    P    O    R    T    O
 
 

 

 

ONDALUCE  
  PROGETTO
   
 

 

 

 

 

 

E' il progetto per una azienda di apparecchiature illuminotecniche in Bergamo lungo l'autostrada A4. Nasce dall' idea di luce come onda elettromagnetica che diventa il segno e disegno del prospetto e del tunnel di collegamento tra i due capannoni. E' stata posta particolare attenzione alla facciata per una maggiore riconoscibilità della azienda. La scansione e la progressiva inclinazione dei pilastri metallici è sta rapportata alla elevata velocità di percorrenza degli autoveicoli per ottenere un effetto ondulatorio nella percezione visiva del prospetto, unitamente alla formazione di una controfacciata, in pannelli di metallo satinato, retro illuminabile, così da enfatizzare la funzione della luce come elemento cardine del progetto in tutte le sue manifestazioni: trasparenza, riflessione, rifrazione e colore, nella  alternanza tra naturale luminosità diurna e illuminazione artificiale notturna, utilizzando, per quest'ultima, gli apparati prodotti dalla stessa ditta. 

O   N   D   A   L   U   C   E
 
 

 

ONDALUCE  
  PROJECT
   
 

 

 

 

 

 

A project made for a lighting systems company located in Bergamo, by the A4 highway. It comes from the idea of light as electromagnetical wave that becomes a mark and a drawing of the front view and becomes also the connecting tunnel between the two industrial buildings. More attention has been given to the facade to give a strong identity to the company. The rhythm and the metal pillars inclination has been compared to the high speed of the vehicles to obtain an undulating effect of the front view perception. Together to the creation of a counter-facade, in glazed metal panels, back-alighting, so to give emphasis to the light function as fulcrum element of the project in all its manifestations: transparency, reflection, refraction and colours, in the alternation of natural day light and artificial night light. Utilizing for this last one, the devices produced by the company itself.

O   N   D   A   L   U   C   E
 
 

 

 

RUACH  
  CONCORSO
   
 

 

 

 

 

 

E' un concorso di idee per la realizzazione di una nuova chiesa o meglio per una sorta di grande aula dominicale adiacente ad una chiesa esistente in Petosino, Bergamo. Il progetto parte dal terreno, in cui affonda le proprie radici, e si apre verso l' alto in un movimento, accentuato dall' andamento delle pareti, che lascia entrare luce e aria dalla copertura. Lo spazio è pensato come un ambiente unico, dove punti focali della assemblea sono, di volta in volta, il luogo della parola, il presbiterio e l'altare. Una chiesa, in cui l’assemblea sente l’esigenza del respiro, (chi non respira a proprio agio fa fatica a pregare con raccoglimento) d’altra parte, lo Spirito è soffio e la chiesa dovrebbe dare l’idea del respiro, rappresentare l’energia di questo venire-a-raccolta; Chiesa è riunirsi, ritrovarsi e il nostro progetto cerca di esprimere questo movimento, questo andare verso, questa trasformazione da individuo disperso a individuo chiamato, e che dà vita alla Comunità.  Quindi la chiesa dovrà essere raggiungibile, dovrà ritagliarsi uno spazio che sappia recingere e proteggere. D’altro canto, come Comunità, liberarsi sprigionarsi ed aprirsi verso il punto d’arrivo, meta e insieme momento di incontro e passaggio. Tali esigenze devono essere soddisfatte affinché la chiesa non crolli in un valore estetico, affinché non sia avvertita come semplice centro fisico o geografico, ma come centro spirituale. La Chiesa deve possedere saldissime radici affondate in quello spazio dove confluiscono tutte le radici dell’avvenire.

R   U   A   C   H
 
 

 

RUACH  
  CONTEST
   
 

 

 

 

 

 

Ideas contest for the carrying out of a new church or better for a sort of wide mass-room adjacent to an existing church located in Petosino, Bergamo. From the ground comes the project, where it founds its roots and opens up by means of a movement, accentuated by walls design that enables light and air to enter through the covering. Space is conceived as a single place, where, time by time, word place, presbytery and altar are the assembly fulcra. A Church where the assembly feels the need of breathing, ( the one who doesn’t breath with ease has trouble in praying in pious-meditation). On the other hand, the Spirit is blowing and the Church should give the idea of breath, should represent the energy of this “come-to-gather”;  Church means to gather, to meet, and this movement is what our project aims to represent, this “to go toward”, this transformation of a lost indvidual into a called-individual, and means to give life to the Community. Church has to be reachable and to be enclosing and protective.  As well as the Community will set itself free, released, opened towards the goal, meeting and passing place too.  Such needs must be satisfied to avoid the Church to collapse in an aesthetical value, to avoid its perception as a simple physical and geographical site but, as a Spiritual fulcrum.  Church has to have solid roots founded in that space where flow together the roots of the future.

R   U   A   C   H
 
 

 

 

MODULARE  
  CONCORSO
   
 

Concorso bandito dal Comune di Truccazzano per la realizzazione del nuovo Municipio, che ci ha visti quarti classificati. Configurato su un impianto geometrico a maglia quadrata, il progetto si sviluppa da alcune idee semplici e immediate per raggiungere una più elevata complessità funzionale  e compositiva nell’alternarsi di percorsi, spazi e zone di sosta. Il progetto è caratterizzato per l’uso altamente flessibile degli spazi e per la possibilità di fondersi con i diversi flussi e percorsi, in un lento processo di trasformazione tra spazi pieni e vuoti, tra volumi aperti e chiusi, tra superfici trasparenti e  pareti piene. Due assi, uno verticale l’altro trasversale, segnano gli ingressi al piano terra su tutti e quattro i lati e nell’intersezione un grande spazio semicircolare a doppia altezza, illuminato da una luce zenitale, segna l’area dove si sviluppano gli uffici amministrativi, si aprono tutti i servizi all’utenza e si accede all’aula consigliare e dove, dal piano superiore, si affacciano gli uffici direzionali e l’archivio. Questo spazio, pensato quasi come una sorta di “piazza coperta”, organizza la distribuzione funzionale degli uffici dal suo interno mentre altre funzioni “autonome” trovano collocazione intorno ad esso. Un secondo volume, collegato e all’interno della maglia quadrata, ma con degli accessi indipendenti, ospita la biblioteca al piano terra e le aule per le associazioni al piano primo, mentre esternamente il terreno si solleva e un terzo volume seminterrato, anch’esso indipendente e coperto a verde, contiene le autorimesse e il magazzino. Tutto il progetto è pensato in un unico impianto generale dove, allo slancio dinamico di un volume avvolgente, che raffigura lo spirito della funzione amministrativa, si contrappone, formalmente, la regolarità della maglia cubica, raffigurante la razionalità del pensiero politico e direzionale. Il doppio sistema di facciata contrappone un strato strutturale di pilastri e travi d’acciaio e copertura piana a uno “a chiglia di nave rovesciata” perfettamente liscio e quasi sfuggente. Il prospetto principale si affaccia su una piccola piazza, dovuta all’arretramento della costruzione rispetto alla strada. Il progetto è concepito secondo “linee di fuga” che creano una falsa prospettiva. Dall’ingresso sul percorso verticale l’edificio appare al suo interno più corto, facendo immediatamente cogliere tutti i servizi all’utenza, dalla parte opposta sembra più lungo, esaltando, prospetticamente, proprio l’ingresso sulla piazza. A sud all’estremità di questo percorso, esternamente, si aprono gli ingressi della biblioteca e parte la scala che accede alle aule per le associazioni. Sull’asse orizzontale si collocano altri due accessi uno, a ovest, sull’area a parcheggio esterna l’altro, a est, su una sorta di percorso piazza. Quest’ultimo è caratterizzato dall’ingresso all’aula consigliare, dalla presenza degli uffici della polizia municipale, dai collegamenti verticali e dai servizi igienici comuni per il piano terra. Al piano primo, nel volume semicircolare c’è l’archivio che si affaccia con un ballatoio sul patio e unisce con una passerella inclinata i due corpi dell’edificio in prossimità dei collegamenti verticali. L’intero progetto è caratterizzato dalla luce in tutte le sue forme; quella naturale diretta, filtrata o diffusa, a seconda delle necessità, pervade all’interno degli spazi, ne svela la complessità interna e ne esalta forme e volumi, quella artificiale accentua il senso dell’installazione architettonica identificando aree e funzioni. 

M   O   D   U   L   A   R   E
 
 

 

MODULARE  
  CONTEST
   
 

Contest advertised by Trucazzano municipal office for the carrying out of the new Town Hall. We won the fourth place. Has a configuration of a geometrical plan with a squared shaped net, the project develops from some simple and immediate ideas to reach a more elevate functional and compositional complexity by means of alternation of the paths, spaces and rest areas. The project is characterized by the high flexible use of the spaces and by the chance to melt with the different fluxes and paths, in a slow transformation process of full and empty spaces, of open and closed volumes, of transparent surfaces and opaque walls. Two axis, a vertical one and a transversal one, mark the entrances at the ground floor on all the four sides. While at the intersection a wide semicircular space with double-height volume, alighted by means of a zenith light, marks out the area of the administrative offices, where all the services are located and where it’s possible to reach the conciliar-room. From the superior floor lean out the managing offices and the archives. This space conceived as a sort of “covered square”, organizes the offices functional distribution from its inside while other “autonomous” functions find their location around it. A second volume, connected to the first one and inside of the squared net but, with independent entrances, hosts the library at the ground floor and the associations rooms at the first floor; while outside the ground raises and a third independent block half-interred, covered with green, contains the boxes and the warehouse. The whole project is conceived as a single general plan. A dynamical wrapping volume, representing the administrative function spirit, formally, opposes to the cubic regularity of the net, representing the political and managing thought rationality. The double system facade opposes a pillars and steel beams structural layer and a plane covering to one with “an upside-down boat keel” perfectly smooth and fugacious. The main view looks over a little square, generated by the withdrawal of the construction from the street. The project is conceived on the basis of “escape lines” creating a false perspective. From the vertical path entrance the building inside appears shorter, immediately enabling to catch all the services; on the opposite side the building seems to be longer, exalting, perspectically, the access to the square itself. South, at the end of this path, externally, the view is on the library entrances and here depart the stares that lead to the associations-rooms. Two more accesses are located on the horizontal axis, one on the west side, on the external parking lot and the other on the east side on a sort of square path. This last one is characterized by the conciliar-room entrance,  from the presence of the municipal police, from the vertical connections and from the ground floor common tolilettes. The archives is located at the first floor, inside the semicircular volume, and it looks over a gallery on the courtyard and connects the two blocks with an inclined gangway by the vertical connections. The entire project is characterized by the light with all its shapes. The natural and direct light, filtered or diffuse, on the needs basis, runs through the spaces, revealing their complexity and exalting shapes and volumes. The artificial one remarks the architectonical installation sense identifying areas and functions. 

M   O   D   U   L   A   R   E
 
 

 

 

VIETATO NON CALPESTARE  
  CONCORSO
   
 
Partendo dalla considerazione che in ogni luogo è possibile rinvenire dei fossili di conchiglia, e considerando la naturale attrazione espressa dall'uomo nei confronti di questa forma che, pur appartenendo alla natura, si discosta da ogni altra cosa reperibile nel creato - rigorosa perfezione matematica della spirale logaritmica - la conchiglia lascia nella roccia una firma sempre riconoscibile. Da qui è lecito pensare che il progetto, in questo luogo, possa nascere dall'idea di una - conchiglia fossile -. L'impronta planimetrica dello stadio è un ellisse, costituito da un elemento conformato ad anfiteatro, ipogeo rispetto la quota alta dei campi, seguente le curve di livello naturali del terreno e occupante circa due terzi dell'intero sviluppo ellittico e predisposto ad accogliere circa 13500 posti a sedere per il pubblico e gli spettatori, che con i suoi percorsi rampanti a spirale, pensati non solo come meri collegamenti, ma come un sistema attrezzato a verde di percorsi e soste, transizione con il paesaggio a diretto contatto, costituisce il principale fattore di mescolanza con l'ambiente. Un secondo elemento, la tribuna coperta si sviluppa sulla rimanente terza porzione di ellisse con una capienza di 7.500 posti a sedere ed è chiusa verso l'esterno da un muro di sostegno che funge da appoggio al terreno di raccordo. Nello spazio sottotribuna si trovano la hall di accesso e tutti i locali con funzioni di servizio, compreso un edificio polifunzionale che vi si incastra per una sua parte, destinata agli atleti, e per la restante, che si sviluppa in trincea, destinata alla società e con funzione gestionale collega i due elementi, anfiteatro e tribuna. Il sistema dei parcheggi, partendo dalla rotatoria della prevista nuova bretella di collegamento viario, si estende verso ovest con terrazzamenti che seguono le curve altimetriche fino a raggiungere il complesso sportivo, per una superficie di circa 80.000 metri quadrati tra viabilità e sosta.

 

V   I   E   T   A   T   O   N   O   N

C   A   L   P   E   S   T   A   R   E 

 L   '   E   R   B   A

 
 

 

 

METAMORFOSI SENSORIALE  
  CONCORSO
   
 
Questo progetto nasce da una ricerca sulla comunicazione sulla percezione e il movimento, prende spunto da alcune riflessioni sulla forma e sulla percezione soggettiva e personale, condizionata sintesi mentale, che partendo dalla lettura di una figura porta, inevitabilmente, ciascuno a creare un concetto estetico sintetizzato, un’idea di quella forma riconducibile e semplificata, facilmente “gestibile” a livello di ricordo. L’analisi dei processi percettivi e della loro fondamentale soggettività, implica la scoperta del fatto che la percezione non è solo una raccolta di materiali visivi in funzione di un’elaborazione e di una conoscenza intellettuale, ma pensiero autonomo e autosufficiente, più precisamente “pensiero visivo”; quanto questo particolare tipo di pensiero, così come più in generale l’intelletto, sia influenzato o libero da condizionamenti di qualsiasi tipo è l’argomento di questo progetto ricerca. Il fenomeno estetico integrato all’esistenza non si dà nella singola immagine, che tende sempre a irrigidirsi in forma, ma in una sequenza di immagini. Anche quando l’immagine è una, è sempre il momento di una sequenza, idealmente collegato con un prima e un poi. Si genera un processo all’interno dell’immagine immobile: le superfici piatte, i paini sviluppano volumi, che a loro volta vuoti o cavi producono ulteriori superfici in un alternarsi imprevedibile di geometrie, movimenti e sovrapposizioni. Poiché non c’è visione senza luce, l’analisi dell’immagine è e coincide con l’analisi della luce; essenziale è quindi lo studio delle qualità assorbenti, riflettenti, filtranti e frangenti della superficie delle diverse materie. Sulla base di queste premesse l’impianto che ne scaturisce è volto soprattutto a configurare mentalmente un elemento di curiosità, spinta dalla non immediata classificazione funzionale del manufatto, anche se nulla si è fatto per nascondere gli elementi costitutivi, le strutture e sovrastrutture tecnologiche, antenne specchi e parabole, sono integrate e fanno parte del progetto collaborando alla creazione di un linguaggio che sia di stimolo a una fruizione.La particolare ricerca dei materiali si stratifica in elevazione, partendo dalla pietra e dai sassi, per il basamento e il volume tecnico, passando per l’acciaio zincato o verniciato della struttura, salendo verso materiali sempre più aerei, leggeri e trasparenti lamiere forate e reti a maglie metalliche la sensazione è quella di passare dal pieno al sempre più vuoto dalla terra, materia verso l’aria, cielo in un salendo vorticoso di piani e volumi – metamorfosi sensoriale – e percettiva.

 

M   E   T   A   M   O   R   F   O   S   I

S   E   N   S   O   R   I   A   L   E

 
 

 

 

 

PIANO DI RECUPERO  
  PROGETTO
   
 
 

Intervento di recupero di un comparto urbano, costituito prevalentemente da una stratificazione temporale di fabbricati agricoli e superfetazioni, che prevede la riorganizzazione planimetrica dell'area, stabilendo delle gerarchie volumetriche improntate sull’utilizzo della corte come elemento caratterizzante e restituendo permeabilità e fruibilità al complesso. A tal fine si prevede una presenza quantitativamente e qualitativamente rilevante di superfici destinate per spazi pubblici, percorsi pedonali e verde, riducendo il più possibile la presenza di superfici private. Ciò comporta la demolizione di gran parte degli edifici esistenti, per lo più agricoli non più in uso, mantenendo in essere l’edificio in stile rurale della fine dell’800, caratterizzato da un porticato con archi policentrici in mattoni, per cui si prevede un intervento di ristrutturazione. Così come per un edificio adibito a fienile, facente parte la Corte Grande, la cui ristrutturazione consta essenzialmente nel mantenimento dei muri perimetrali a “C” e nell’inserimento di nuovi elementi strutturali e formali, per la realizzazione di un nuovo edificio destinato  ad accogliere alloggi per anziani. Antistante lo stesso, l’imponente impronta del vecchio edificio adibito a ricovero per il bestiame che, divideva in due parti l’area a est del comparto, viene mantenuta riproponendone i pilastri e parte del tetto. Viene così a crearsi uno spazio coperto, di altezza e superficie adeguata destinato ad accogliere attività pubbliche, manifestazioni, spettacoli e più in generale attività socio-ricreative. Un altro elemento preso in considerazione è il prospetto dell’edificio ospitante la biblioteca comunale, mantenendone la facciata storica e utilizzando il grande portale come ingresso al comparto. Per quanto riguarda le nuove edificazioni, si prevedono costruzioni realizzate con altezze diverse, per un massimo di tre piani, con richiamo alla tipologia della “corte rurale aperta”, a carattere prevalentemente residenziale e, limitatamente al piano terra, a carattere terziario-commerciale. E’ prevista un’edificazione a cortina su due livelli lungo la via storica principale. Con l’intento di valorizzare e mettere in risalto le permanenze volumetriche storiche e per meglio sviluppare gli aspetti funzionali di collegamento e servizio, alcuni elementi sono volutamente contrastanti, sia compositivamente che tipologicamente, ferma restando l’univocità progettuale e il risultato dei rapporti tra edificato e spazi liberi. Nel disegno degli spazi inedificati si è posta particolare attenzione alla separazione della viabilità pedonale da quella veicolare. Sono  previsti due assi pedonali attrezzati a verde proponenti visuali prospettiche sull’edificato storico e scorci paesaggistici. A completamento di questi percorsi, la predisposizione di tutta una serie di spazi aperti, piazze, camminamenti, portici coperti, aree di pubblica utilità, caratterizza il contesto urbano storico in riqualificazione.  

PIANO DI RECUPERO
 
 

 

PR INGLESE  
  PROJECT
   
 
Recover Intervention of a urban apportionment, including mainly a  country constructions and superfetation temporal stratification. It foresees the site planimetrical reorganization, with the establishment of the volumes hierarchy by means of the courtyard as characterizing element and giving back permeability to the complex. With this aim it’s foreseen a quality and quantity presence of spaces dedicated as public areas, to the pedestrian paths and to the green, reducing as much as possible the private surfaces presence. It means the demolition of most of the existing buildings, mostly agricultural and abandoned, trying to maintain the royal building of the close of 800, characterized by a porch with polycentric brick arches, that foresees a restoration intervention. As for a building used as hayloft, included in the Great Courtyard or Corte Grande, whose restoration consists mainly in keeping the external walls “C” shaped and inserting new structural and formal elements, to build a new building to host old persons lodgings. in front of it, the huge mark of the old building used as cattle recovery. It used to divide in two parts the east area of the apportionment. It is maintained riproposing the distribution of the pillars and part of the roof.  A covered space is than created, with a proper height and surface, intended to host public activities, events, displays and talking generally for socio-recreative activities. Another element taken into consideration is the front view of the building, hosting the public library. Its historical facade is kept and its wide portal used as entrance to the apportionment.  Regarding the new edifices, new buildings with different heights are foreseen, for a maximum of three stores, recalling the “rural open courtyard”, mainly with a residencial-destination and, only for the ground floor services and commercial–destination. A curtain edification is foreseen, disposed on two levels along the main historical path. With the aim of giving value and exalting the volumetric historical presences and with the aim of a better development of the connecting and services functional aspects, some elements contrast typologically on purpose. Anyway keeping as the main concept the coherence of the project and the result of the relation between buildings and free spaces. Into the unbuilt spaces drawing particular attention has been given to the division between pedestrian ways and the vehicle ways. Two pedestrian axis equipped with green are foreseen. They propose perspective views on the historical buildings and landscape foreshortenings. To complete these paths it has been organized a whole series of spaces, squares, walking-paths, covered porches, public utility spaces, that characterize the historical urban interlace.
PIANO DI RECUPERO
RECOVER PLAN
 
 

 

 

 

PIAZZASESTO  
  CONCORSO
   
 

Piazza IV Novembre rappresenta l'ingresso in città, nodo di interscambio tra differenti mezzi di comunicazione, luogo di passaggio e punto nevralgico per la quotidianità cittadina. Il traffico veicolare privato, le fermate degli autobus, la metropolitana, il transito e il parcheggio ciclistico e pedonale costituiscono l'indaffarato e popolato brulicare giornaliero, al quale si è cercato di dare un armonico criterio distributivo fatto, soprattutto, di priorità riservate ai pedoni, non solo nel senso della percorrenza ma offrendo momenti di sosta, aspetto e incontro, nel tentativo di rallentare il tempo e dilatare lo spazio. I punti di vista e le vie di fuga prospettiche che tagliano attraverso gli alti palazzi prospicienti la piazza sono sguardi lontani, conquistati, guadagnati, occupati senza essere conclusi. Una cornice fontana taglia in direzione del sottopassaggio ferroviario, orologio simbolico scandito dal passaggio dei treni e ponte aggettante oltre, verso Piazza della Repubblica. Piazza della Repubblica dà uno sguardo al Rondò ma resta fuori dalla sua agitazione. Lo sbarco del sottopassaggio salta la viabilità principale e concede un punto di vista insolito, contornando il monumento, inquadrandolo dal basso. Il sistema di risalita intorno al pozzo di luce provvede all'illuminazione naturale del tunnel di collegamento nelle ore diurne e diffonde luminosità artificiale in quelle notturne. Il flusso di uscita ci porta subito nel cuore della piazza in un sistema di quinte naturali fatte dalle presenze arboree esistenti e da quelle previste in progetto. Non c'è una direzione fissata e le possibilità sono molteplici, la percezione dello spazio è unico e a completa disposizione del pedone, i collegamenti verso i due giardini a nord e a sud o verso il centro sono spontanei indicati e non condizionati. Non ci sono particolari funzioni è una piazza a complemento o alternativa ai giardini, più intima e per così dire privata, più nascosta e confidenziale, dove lo spazio possa partecipare ad una sensazione di tempo ritrovato per se stessi, arrivo o partenza per altri luoghi e differenti ritmi.Piazza Oldrini nel progetto è l'occasione, è la piazza dove si va perché qualcosa succede, per incontrarsi e stare insieme, per passare, passeggiare, fermarsi e sostare, organizzare ritrovi, iniziative e mercati, dove ciascuno può, se vuole, trovare il suo spazio. È una piazza che guadagna e raccoglie tutti, ciascuno con la propria occorrenza, percepisce e amplifica sensazioni. Trasmette luci ombre, caldo freddo, scorci e sguardi esclusi. È un susseguirsi di momenti che piano percorsi si svelano, un alternarsi di idee che si palesano come un enorme palcoscenico dove si può essere attori e spettatori allo stesso tempo, partecipare o appartarsi. Offre molteplici possibilità e c'è sempre qualcosa vicino che attrae e seduce e qualcosa di distante che importuna e distoglie. All'uopo differenti elementi intervengono nella scansione della piazza. La copertura rappresenta la raccolta di idee e di parole, come un registratore dispensatore di emozioni dove la luce proietta ombre sul muro quinta e sul pavimento. Comunicazione e informazione, trasmissione e diffusione, graffiti permanenti come antiche scritture murali, legate alle bizzarrie del tempo.

PAROLE in piazza di PAROLE
 
 


 

 

 

PARCHEGGIO  
  APPALTO CONCORSO
 

Progetto vincitore

 

Considerando un traffico di afflusso e deflusso simultaneo e coincidente con gli orari di arrivo e partenza dei treni, si è resa più organica la circolazione veicolare, per l’intera zona nord del parcheggio, prevedendo un senso unico di marcia a costituire un anello circolare, con percorrenza in senso orario, di distribuzione per le isole centrali di sosta servite da viabilità di manovra a doppio senso.
La trasformazione delle fasce interposte tra due file di sosta larghe 3 metri in percorsi pedonali alberati assicura la percorrenza trasversale e l’attraversamento pedonale con maggiore sicurezza e limitando la sovrapposizione con il traffico veicolare in prossimità dell’accesso ai treni.  Una rotatoria interna prospiciente l’accesso regola l’ingresso e l’uscita dal parcheggio e consente, agli autobus di medie dimensioni, mediante una corsia preferenziale, di accostarsi lungo una banchina provvista di pensilina, senza dover percorrere inutilmente la viabilità interna del parcheggio.

- 263 posti auto (di cui 7 per disabili)      -  33 posti per motocicli       - 2 posti per autobus

Il progetto ha sviluppato inoltre l’aspetto di mitigazione ambientale prevedendo anzitutto delle alberature lungo la Via per Pontirolo fino al sottopassaggio esistente, che costituiscono una quinta naturale schermante il parcheggio verso l’esterno. Queste fasce verdi sono aumentate percettivamente nella loro dimensione dai parcheggi retrostanti previsti in masselli in cls grigliato e seminato. Un’altra fascia di parcheggi in “green block” è prevista lungo il lato sud della banchina anch’essa alberata, per schermare la linea ferroviaria. Una ampia zona a verde seminata e piantumata con essenze arboree differenti da quelle delle isole di sosta, conclude il parcheggio verso sud all’incrocio tra la ferrovia e il sottopassaggio esistente. È prevista la messa a dimora di 113 alberi.  All’interno del parcheggio una parete attrezzata “quinta”, lungo tutta la banchina esistente per una lunghezza di 140 metri e una altezza di 4, composta da una ritmica successione di telai in struttura metallica zincata e pannelli in lamiera micronervata coibentati, costituisce uno schermo visivo nei confronti della linea ferroviaria. Questa parete “estetica” si conforma come facciata della stessa fermata ferroviaria attribuendone un’identità architettonica. Al contempo dà luogo ad un ampio percorso pedonale attrezzato, costeggiante la banchina e lungo il quale sono disposte le panchine per l’attesa e i posteggi per le biciclette, riparati da apposite pensiline aggettanti sostenute dalla parete stessa. La facciata costituisce un fronte che copre nella sua interezza la banchina ferroviaria, includendo al suo interno gli attraversamenti per l’accesso ai treni e attestandosi al termine del sottopassaggio pedonale. Il sottopassaggio si configura più, come un ampia piazza di collegamento corredata di sedute e zone di sosta a verde, ché come mero sottopasso. La sua forma a clessidra sghemba si apre all’interno del parcheggio, dove è previsto l’allacciamento elettrico e idraulico per la collocazione di un eventuale chiosco per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

Bergamo     Treviglio     Milano